Costa Rica – w.1.1

San José ci accoglie in un’umida giornata di maggio, con colori, rumori e molta confusione. L’impatto è assicurato se si viene dalla tranquilla Olanda. 

Noleggiato il 4×4 inizia l’avventura a base di surf, natura e scoperte. 

Lasciando la città per andare verso Ovest ci inoltriamo in strade tortuose che, attraversano la foresta. Il ritmo è lento, dettato dal passo dei frequenti mezzi pesanti. Arriviamo a Puntarenas quando ormai il sole è calato, sfiniti e ancora inconsapevoli della bellezza che ci circonda. 


Il giorno dopo, sfruttando il jetlag ci svegliamo all’alba per proseguire il nostro viaggio e giungere a Tamarindo, dove ci fermeremo per una settimana. 

Il campo surf è nascosco in cima ad una collina, tra gli alberi spogli per via della siccità. Vivere in tenda, sebbene con letto e ventilatore sarà un’esperienza di per sé. Abituarsi alla doccia fredda, al riso a colazione, alle scimmie urlatrici, al caldo umido stranamente è facile. Ma del resto siamo in vacanza. Presto la nostra pelle si abitua ad essere coperta di sabbia, sale e repellente per gli insetti. 

Le prime lezioni di surf sono impegnative. Se la mente ricorda la teoria, il corpo si ostina a non seguire i movimenti. Con l’alta marea le correnti si fanno forti ed ostinate. Ma giorno dopo giorno, man mano che i lividi aumentano, miglioriamo e troviamo il tempo per goderci i tramonti seduti sulla nostra tavola. 

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