La ceretta è una cosa seria

Nei tre mesi passati ad Amsterdam mi sono fatta l’idea che la ceretta qui sia una cosa seria. Innanzitutto il prezzo. “3 cerette inguine 70Euro” che qui è considerata un’offertona… e per me è un salasso.

In secondo luogo i saloni. Certo, anche qui esistono i centri estetici, il servizio a domicilio, i parrucchieri che si improvvisano tuttofare. Ma volete mettere il piacere di andare in un “wax salon” o “wax bar”? Centri specializzati nello stendi e strappa, da capo a piedi, aperti fino a tarda sera.

La ceretta è una cosa così seria che, senza appuntamento non si va da nessuna parte. La prima volta per trovare un posto vicino casa, che consentisse la prenotazione online (prima o poi scriverò delle mie necessità di evitare telefonate a causa dei costi) e con sito in inglese ci ho impiegato 3 giorni.

Ma è proprio durante la prenotazione che ho avuto la conferma. Qui la ceretta è definitivamente roba con cui non si scherza. Io abituata a telefonare e chiedere “gambe, inguine sopracciglia”, mi sono trovata a dover scegliere tra 10 o più opzioni di “taglio” inguine e almeno 3 metodi diversi per fare le sopracciglia. Con tanto di disegnino esplicativo, i vari centri offrono brasiliane, g-string, conchiglie e persino l’applicazione di strass. Io la vorrei conoscere una donna che si fa applicare gli strass sulla patata, giusto per chiederle: “perché?”.

Essendomi ormai convinta di essere alle prese con una faccenda importante, il giorno dell’appuntamento ero curiosa. Il salone un posto moderno, pulito e luminoso. Mi accoglie una ragazza sorridente che, mi fa compilare un lungo formulario (ma non ero qui per fare la ceretta?!). Poi mentre sorseggio il the che mi è stato gentilmente offerto, noto un libricino simile a quelli delle favole per bambini. Lo apro e mi ritrovo a sfogliare una sorta di manuale delle acconciature per l’inguine, con tanto di illustrazioni e nomi fantasiosi.

Per fortuna nessuno poi mi ha chiesto quale fosse il mio “taglio” preferito, e me ne sono andata contenta, con la pallina antistress (che forse non dovevo tenermi) e una domanda: “perché da noi non usano questa cera che stendi e strappi, senza strisce, e che soprattutto non fa male?”.

Quasi dimenticavo… ad ulteriore conferma della serietà della faccenda dopo 3 settimane ho ricevuto un sms che mi avvisava che forse era il caso di prenotare il prossimo appuntamento.

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