Scaramanzia, fotografie e sesto senso.

La prossima volta che mi verrà assegnato automaticamente un posto in aereo mi accerterò che non sia nella fila 17. O almeno seguirò il mio sesto senso e lo modificherò. Io non sono una persona scaramantica, non mi agito se mi si rompe uno specchio, non ho problemi a passare sotto una scala ed il sale mi cade di continuo. Ma forse é il caso di iniziare a rivedere le mie posizioni.

Oggi ho lasciato Milano e il resto si vedrà. Di sicuro l’inizio di questa avventura é se non altro “interessante”.

Milano – Sveglia all’alba. Per fortuna si fa come dico io e si arriva in aeroporto in larghissimo anticipo. Fila infinita al banco dei bagagli. Mi rendo conto di non avere il lucchetto sulla valigia. Penso di avvolgerla nella plastica. Decido di pesarla prima. Ovviamente la mia bilancia approssimava per difetto e ho qualche chilo di troppo sul giro vita e nella valigia. Tolgo 2-3cose. Ok ora va bene. 10 minuti di tentativi per far entrare tutto nel bagaglio a mano. Nulla da fare, mentre 2 bambini ci guardano ridendo, desisto e lascio scarpe e borsa a Milano. Altra fila. Ovviamente piagnucolo (che novità). Sono già stressata. Mi viene la splendida idea di fare colazione senza controllare l’orario e l’app Easyjet mi avvisa che ci stanno imbarcando. Mi affretto ma sono tra gli ultimi della fila. Per fortuna il volo non sembra troppo pieno. Mi ritrovo in coda accanto ad una ragazza a cui non bado troppo, sono concentrata sul fatto che la hostess ha deciso di imbarcare anche tutti i bagagli a mano, dal mio in poi…. Quindi devo togliere oggetti di valore, creando spazio nella valigia. A saperlo le mie scarpe e la mia borsa ci sarebbero entrate!! Nel frattempo a causa dell’abbigliamento non proprio consono alle temperature tropicali di Milano attendo impaziente che accendano i motori e l’aria condizionata. Se solo i miei vicini di posto la smettessero di sbaciucchiarsi!!

Amsterdam – 15gradi e il sole che splende. Mi sento già una del posto, se non altro per l’abbigliamento total black e pluristrato. Mi avvio all’uscita, la ragazza di prima mi dice qualcosa in una lingua incomprensibile “eh?” Da milanese imbruttita penso “Figa, ma mollami”. C’è la polizia che controlla i documenti. Passo il mio passaporto meditando sul fatto che quella foto mi causerà problemi. Lo guardano perplessi e mi fanno andare. La ragazza mi chiede ancora qualcosa la rispondo in fretta e mi avvio rapidamente verso il ritiro bagagli. Mi viene il dubbio di aver sbagliato qualcosa poiché sono tutti fermi e mi sono avviata solo io, mi volto, poi però convinta di avere ragione proseguo. Mentre sgomito sulla passerella vengo raggiunta da un poliziotto di corsa. Che mi intima di tornare indietro senza darmi spiegazioni e chiedendomi il passaporto. Gli chiedo cosa avessi fatto e lui non mi risponde. E ripenso alla mia foto! Parla con un collega ma io non capisco nulla è già che ci sono iper preoccupata gli passo anche la mia carta d’identità. In quel momento gli avrei donato anche un rene, lì, su due piedi. I poliziotti mi guardano parlano con la centrale e tra loro. E mentre sono lì che penso “sono io quella della foto, lo so che non sembra”, arriva di nuovo la ragazza che inizia a parlarmi.  Mollami, non vedi come sono stressata?! Nel frattempo inizio anche a preoccuparmi per le mie valigie incustodite. 

Dopo una decina di minuti in cui sento di essere invecchiata di qualche anno, finalmente il poliziotto viene e mi chiede “la conosci?” E io “chi, lei? No, eravamo in fila e ha iniziato a parlarmi, da allora me la trovo sempre vicina”. Lui si allontana impassibile. Poi torna, mi restituisce tutto e si scusa. Lo guardo perplessa e mentre mi accompagna mi dice “quella ragazza, dovrebbe essere dell’Eritrea o quelle zone li, ha tutti i documenti falsi. Vi abbiamo visto insieme e abbiamo pensato che foste complici. Poi tu quando sei arrivata ti sei voltata indietro come a cercarla e allora ci siamo insospettiti ulteriormente.” Gli spiego che ero convinta di aver sbagliato strada e lui sorridendo mi dice di non preoccuparmi e mi saluta.

Incredula faccio per andare a recuperare i miei bagagli. Ma prima, mi giro e gli chiedo: “Scusi, la mia foto…è terribile vero?!”

Image thanks to Pixabay.com

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